“Zero – Inchiesta sull’11 dicembre” di Franco Fracassi e Francesco Trento

di Gianni Quilici

La proiezione del film “Zero – Inchiesta sull’11 settembre” di Franco Fracassi e Francesco Trento , al Circolo del Cinema di Lucca, è stato un evento. Sala completamente piena, come non succedeva da molti anni. C’è stato un passaparola, che ha creato desideri di visione. Così come è accaduto, a livello nazionale, per Il vento fa il suo giro , che continua ad avere un successo anche di pubblico, oltre che di critica, perché il film in se stesso, per la sua forte carica emozionale, ha provocato una rete di messaggi, che hanno rotto il muro di silenzio della stampa e dei mass media, che sempre accompagna film economicamente deboli.

Sarà così anche per “Zero”? Quello che sappiamo sempre di più, in un mondo in cui l’informazione e lo spettacolo si globalizzano e si consumano, viene a porsi la necessità di alternative: sale digitali, gestite con passione e competenza, collegate con i territori, dove sia possibile vedere, discutere, far girare film altrimenti strangolati dal sistema integrato multimediale: dalla produzione alla distribuzione, dall’esercizio all’informazione.

Se poi la pellicola è un’inchiesta politica potenzialmente di grandissima risonanza anche internazionale come “Zero”, la censura preventiva scatta senza scampo. Nonostante abbia avuto, infatti, un grande successo di pubblico e di critica alla Festa del cinema di Roma, che sia piaciuto alle stesse case di distribuzione presenti, “Zero” non ha trovato una casa che lo distribuisse.

D’altra parte lo stesso meccanismo censorio è scattato perRedacted, Leone d’argento a Venezia, di Brian De Palma, talentuoso regista ed autore, per altro, di film di grande successo anche commerciale, perché in “Redacted” la guerra in Iraq viene rappresentata nella sua tragica, orrenda follia.

“Zero” è un film d’inchiesta geometrico e rigoroso, incalzante e coraggioso, che contesta punto per punto la ricostruzione ufficiale sui fatti dell’11 settembre 2001. Le domande che il film pone, a cui dopo sette anni ancora non si è data risposta, sono suffragate da interviste fatte sul campo a testimoni e a scienziati, da dati scientifici e dalla visione stessa dei filmati. Riprendendole dal press book del film ecco le domande per chi ancora non le conoscesse.

Perché le Torri Gemelle e l’edificio 7 del World Trade Center, mai colpito da un aereo, sono crollati a velocità di caduta libera? Che cosa è accaduto al Pentagono? Se un aereo lo ha colpito, dove sono i resti di quell’aereo? E come avrebbe fatto un Boeing dirottato a penetrare lo spazio aereo più protetto del mondo senza incontrare alcuna resistenza, proprio nel mezzo di quello che era ormai universalmente riconosciuto come un attacco terroristico?
Com’è possibile che la difesa aerea più potente del mondo l’11 settembre non abbia intercettato nessuno dei quattro aerei dirottati? Com’è possibile che nessun responsabile di questo disastro sia stato punito o rimosso? Chi sono e come hanno agito i dirottatori? Come sono entrati negli Stati Uniti? Cos’è realmente al Qaeda e quali legami aveva con i servizi statunitensi ? – Perché le indagini precedenti all’11 settembre sono state ostacolate dai vertici del Fbi e perché le indagini successive alle stragi si sono concluse in brevissimo tempo?

Colpisce la rigorosità dell’impianto argomentativo, che con inesorabile geometria porta argomenti su argomenti per smontare la versione ufficiale. Se poi pensiamo che questo massacro ha prodotto due guerre, ancora in corso, ed una crescita ed un allargamento del terrorismo, fa impressione come il pretesto di tutto sia nato da una versione ufficiale in diversi punti palesemente farsesca, adatta appunto alla narrazione grottesca di Dario Fo o a quella lucidamente severa di Moni Ovadia .

Centrali nel film sono il montaggio serrato, la musica incalzante ed a volte commossa. Ci sono sequenze che non si possono dimenticare, come il pompiere che ha visto i suoi compagni morire o le parole di incancellabile dolore, ma anche di ferma accusa del padre, che ha perso il figlio e che non può dimenticare e che non vuole che si dimentichi.

C’è infine il volto, e la voce sferzante, di Giulietto Chiesa , forse l’anima e la mente del film, uno dei pochi giornalisti in Italia che ha capito come va il mondo e che non accetta questo stato di cose.

Zero – Inchiesta sull’11 settembre”

un film diFranco Fracassi, Francesco Trento, Giulietto Chiesa, Thomas Torelli

Prodotto da Thomas Torelli per TPF Telemaco s.r.l.

Coprodotto da Xtend s.r.l. ,Megachip – “Democrazia nella Comunicazione”

Regia Franco Fracassi, Francesco Trento

Sceneggiatura Franco Fracassi. Francesco Trento

con la collaborazione di Claudio Fracassi

Inchiesta giornalistica Franco Fracassi, Giulietto Chiesa, Paolo Jormi Bianchi

con Dario Fo, Lella Costa, Moni Ovadia, Gore Vidal, Giulietto Chiesa.

Produttore esecutivo Thomas Torelli

Art director Giuseppe Reggio

Montaggio Annalisa Schillaci

Musiche originali Alessandro Molinari

Durata 100′

Formato HDV e Super 8

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