“Devozioni” di Gianfranco Pannone

“DEVOZIONI” E’ L’ULTIMO DOCUMENTARIO  DI GIANFRANCO PANNONE CHE INDAGA IL SENSO DEL SACRO, LA DEVOZIONE ANCORA PRESENTE IN ALCUNI LUOGHI DELLA BASILICATA. NEL DOCU-FILM PRESENTE IL PADRE CAPPUCCINO E SCRITTORE PADRE GIUSEPPE CELLI, SCOMPARSO DUE MESI FA. 

   di           Mimmo Mastrangelo

Gianfranco Pannone, uno dei nostri documentaristi più esperti, è conosciuto  per le sue opere dalla  forte incidenza sociale e politica (si ricordi “Il sol dell’avvenire” sugli ex-brigatisti rossi), ma il suo sguardo sul reale  ha indagato  qualche volta anche il tema della spiritualità come in”Lascia stare i santi” (2016), realizzato insieme ad Ambrogio Sparagna, e  “Devozioni” (2025), il suo ultimo lavoro  presentato nei giorni scorsi, in anteprima nazionale, al “Bif&Fest” di Bari.

Il regista napoletano  ha attraversato  vallate, monti e paesi  dell’Appennino  lucano per raccogliere storie su quel senso del sacro  che in questo spaccato “dell’Italia dell’interno”  ancora resiste e viene conservato gelosamente. Il docu-film inizia e termine con il responsabile (di origini siberiane)  dell’Osservatorio Astronomico di Anzi, il quale non si fa particolari domande sull’esistenza di Dio, ma dalla sua privilegiata postazione vede un cielo  ormai  inquinato da detriti spaziali. Lo sguardo di Pannone si  accosta in modo  più diretto  alle devozioni  entrando poi  nel convento francescano di Vietri dove dimorano solo due frati e, per scongiurarne la chiusura, un giovane del posto porta avanti una petizione raccogliendo firme fra i suoi compaesani.

Da un luogo di silenzio e preghiera si passa ad un altro: nella campagna federiciana di Lagopesole la poetessa e suora carmelitana  Cristina Rosati ha fatto costruire un eremo ( diventato nel 2000 santuario giubilare), qui incontra i fedeli, impasta in un unico canto Dio  e la poesia, elogia Pier Paolo Pasolini perché  riuscì ad intuire quanto la Basilicata fosse bella nei suoi luoghi più in disparte. E sulle orme di Pasolini si muovono due fratelli  che stanno provando a riprodurre sul digitale le scene iniziali de “Il Vangelo secondo Matteo” , girate nelle zona delle grotte di Barile,  il paese di tradizione arbëreshë,  dove la macchina da presa di Pannone si ferma anche a riprendere  preparativi e  momenti della nota e suggestiva “Via Crucis” che si svolge con personaggi viventi il venerdì Santo. Il viaggio lungo i sentieri di una fede popolare prosegue e intercetta, tra le altre, il canto religioso di Caterina Pontrandolfo, la devozione a Laurenzana per Sant’Egidio, a Tolve per San Rocco, a Campomaggiore per la Madonna del Carmelo, a San Fele per San Giustino de Jacobis, il padre  missionario nato nel piccolo centro del Vulture che esercitò il suo ministero  in Etiopia e, per la sua opera di unità tra le confessioni, oggi continua ad essere venerato anche da tanti musulmani.

Dedicata alla memoria del grande documentarista Luigi Di Gianni di cui si vedono anche brevi sequenze dei  cortometraggi  “Magia lucana” (1958) e “La Madonna di Pierno” (1965),  e di  padre Giuseppe Celli, uno dei due frati cappuccini incontrati nel convento di Vietri, “Devozioni” è un’opera potente proprio per suoi  toni pacati e per questo più confidenziali,  riprende  il paesaggio e  il cielo con delle immagini suggestive e dei riquadri quasi senza movimento come se fossero fotografie da cui sembra più facile lasciar trapelare il soffio di Dio.

Gianfranco Pannone  ha affermato che il suo docu-film  è nato  da quell’afflato tutto francescano di <<cercare  Dio attraverso la natura, i canti della tradizione orale,  i santi, le Madonne del popolo>>, ma è pur vero che in ogni sequenza sembra voler accostare lo spettatore a quel Dio che viene  svelato anche dalle pagine che ci ha lasciato padre Giuseppe Celli (è scomparso lo scorso gennaio), quel Dio  che non è attratto dalle perfezioni umane, ma è  più preso dai bisogni dell’uomo,  quel Padre che è più facile  avvertirne la presenza nei posti meno impregnati di insano caos. Come, appunto, sono i luoghi lucani di questo bel docu-film.


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