“Il Morandini”

E’ NELLE LIBRERIE  PER LA CASA EDITRICE PEDRAGON LA NUOVA EDIZIONE DEL DIZIONARIO DEL CINEMA “IL MORANDINI”.

                              di Mimmo Mastrangelo

Chi scrive –  che da cinecronista è stato sempre un morandiniano  (e non un mereghettiano) nel senso della consultazione  de  “Il Morandini: dizionario dei film” –  provò amarezza quando nel 2024 la casa editrice Zanichelli annunciò che, dopo ventisette edizioni,  avrebbe sospeso la pubblicazione  di quel voluminoso schedario di film di tutte le epoche  che ogni anno veniva aggiornato dalla cinephile famiglia   Morandini, composta da Morando (1924-2015), maestro in assoluto della nostra critica, dalla moglie  Laura  e dalla figlia  Luisa. 

Quest’ultima, di fronte alla rinuncia della Zanichelli di andare avanti con le pubblicazioni, non si è arresa.  E così,  grazie al coinvolgimento di un’altra casa editrice di Bologna,  Pendragon,  è riuscita a portare  nelle librerie,  poco prima della chiusura dello scorso anno, un nuovo  “ Morandini”,   contenente  le schede di 365 film (“una per ogni giorno dell’anno” scrive nella prefazione Luisa Morandini) usciti nel circuito delle sale e sulle principali piattaforme digitali  tra il primo settembre  2024 e il 31 agosto 2025. Tutto  il lavoro svolto dalla Morandini, insieme ad Alessandro Berselli, Giorgia Ferrari, Caterina  Russo, Gianluca Morozzi ed Ilaria Falcone, ha portato a compimento un   preziosissimo schedario-critico che può essere consultato  come strumento di informazione e memoria, <<specialmente –  precisa ancora la curatrice – per quel pubblico, spettatore, consumatore  di cinema sullo schermo  domestico>>.

Come le precedenti, anche questa edizione  del dizionario  cerca di mantenere un’unità stilistica e una scrittura snella ma colta, ciascuna scheda, inoltre,  viene chiosata con quel metodo inventato dallo stesso Morando Morandini che utilizza un numero (da uno a cinque)  di  asterischi per il giudizio critico  e di pallini per il riscontro al botteghino. Molti sono i film made in Usa recensiti, tra questi con quattro  asterischi di consenso troviamo “Un colpo di fortuna” (2024) di Woody Allen, “Killers of the Flower Moon  (2023) di Martin Scorsese , “ Giurato numero due” (2024) di Clint  Eastwood.  Tantissimi  anche i film  italiani   selezionati, e volendo fare una lettura secondo asterischi e pallini viene fuori uno dei mali lontani del  nostro cinema, cioè quello della distribuzione: lavori  senza smagliature  come  “Arrivederci tristezza” (2024) di Giovanni  Virgilio,  “Amiche mai” (2025) di Maurizio Nichetti  e “Dostoevskij “(2024) dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo sono accolti bene dal lato della critica ma non hanno trovato la circuitazione che meritavano.

Nel volume, inoltre, si possono leggere belle e meritate parole  per “Il seme del fico secco” (2024) del maestro iraniano Mohammad Rasoulof  , “Il confine verde” (2024), pellicola capolavoro di  Agnieszka Holland   che avrebbe meritato il Leone D’Oro a Venezia.  Buona l’accoglienza  anche per  un pugno di documentari italiani   come  “Il cassetto segreto” (2024) di  Costanza Quatriglio, “Il caso Abu Omar” (2024) di Flavia Triggiani e Marina Loi, “Enzo Iannacci, vengo anch’io (2023) di Giorgio Verdelli  che stila uno splendido ritratto sul geniale cantautore milanese,”Francesco Guccini fra la via Emilia e il West” (2024) di Giuliano Nicastro il quale rievoca uno storico concerto del cantautore modenese, tenuto davanti a 150mila persone a Bologna il 21 giugno 1984. 

Tra le  sorprese che regala il  “Morandini 2025” c’è  la scheda sul documentario  del regista lucano (di Bernalda) Giuseppe Marco Albano  “School of Life” (2025), un lavoro che  ottiene  tre stelle di merito e fa conoscere  Nicolò Govoni, un insegnante  che ha fondato l’ organizzazione non profit  “Al nobel per la Pace”, dedita ad offrire delle opportunità di vario genere a bambini di aree particolarmente deprivate. <<Il regista  – riporta la recensione – lascia parlare quasi sempre  lo stesso Govoni e lo ritrae  nelle sue attività. Potrebbe  sembrare un scelta  agiografica, ma Albano  vuole invece dimostrare  che a volte  occorre dare un volto  a chi agisce fuori dagli schemi…>>. Ottimo.  La citazione e il consenso di critica sulla “Bibbia morandiniana” a “School of life” è certamente un  riconoscimento al regista,  ma anche a tutto il cinema di Basilicata.         


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