“Su Clint Eastwood”

clint-eastwood-negocia-reemplazar-spielberg-american-sniper_1_1806705nota di Gianni Quilici

Mi sono fatto una domanda decisamente banale o peggio fuorviante, dopo aver visto l’ultimo denso suo film:” American Sniper”.

“…ma Clint Eastwood è di destra o di sinistra come cineasta?”

La mia risposta provvisoria è stata:

Clint Eastwood innanzitutto è un regista dalla personalità complessa;

la sua ideologia è un crogiolo dove si mescolano culture democratiche e/o sinistra e, in parte, di destra, dando a questi concetti un senso oltre il politichese.

Prendiamo il film American Sniper.

C’è innanzitutto un orrore verso la guerra (presente anche in Lettere da Iwa Jima o in Flags of Our Fathers…),  in questo caso, contemporanea nella sua crudeltà tecnologica. La sua grandezza visuale risalta nelle scene propriamente di guerra o di violenza, in cui Eastwood riesce a costruire situazioni di verosimiglianza altamente drammatiche con tagli di montaggio felicissimi, con una scenografia e una recitazione, anche nei movimenti di massa, di primissimo ordine.

C’è un percorso esistenziale in Chris Kyle, il protagonista, che lo fa arruolare nei marines, lo fa diventare il più famoso cecchino d’America per avere ucciso  ?    nemici, lo fa diventare un disadattato una volta che ritorna alla vita civile fino alla shock da guerra, alla crisi e alla svolta finale: finalmente è ritornato un uomo sereno con una bella moglie e due figli da educare e può aiutare chi dalle guerre continua ad essere traumatizzato.

Ora in questo percorso ci sono due elementi che grossolanamente si possono definire di destra o di sinistra.

C’è l’amore verso l’America, verso i compagni che, in qualità di cecchino, il protagonista deve proteggere alle spalle; c’è la responsabilità, sia pure difficile da assumersi, e lo farà solo da ultimo, verso la famiglia.

C’è però anche una concezione del nemico come barbaro, come altro da sé, si potrebbe dire con termine esistenzialista. Questo riduce la  visuale politica e sociale, psicologica e antropologica di Chris Kyle, efficacemente interpretato da Bradley Cooper, e diventa, ai miei occhi, un limite del regista.

Clint Eastwood, infatti, non mette in discussione questo tipo di sguardo, cioè non si pone cause e responsabilità della guerra,  ma al contrario finisce per esaltare con un finale dolente e commovente, quasi epico, Chris Kyle e con lui l’America. Identificandosi in fatti e valori, che moralmente, politicamente e storicamente dovrebbero essere almeno discutibili.

americanAmerican Sniper

Regia Clint Eastwood

Soggetto      Chris Kyle, Scott McEwen, James Defelice

Sceneggiatura        Jason Hall

Interpreti e personaggi

Bradley Cooper: Chris Kyle

Sienna Miller: Taya Renae Kyle

Kyle Gallner: Winston

Max Charles: Colton Kyle

Luke Grimes: Marc Lee

Fotografia   Tom Stern

Montaggio    Joel Cox, Gary D. Roach

Scenografia           Charisse Cardenas, James J. Murakami

Paese di produzione         Stati Uniti d’America

Anno 2014

Durata         132 min

Gloria said,

Gennaio 12, 2015 @ 00:12

Non mi chiederei se Clint Eastowood è di destra o di sinistra, è il CE dei suoi ultimi film ,regista grandioso che riesce a mettere in evidenza aspetti dell’animo anche i più impercettibili. Ci avvicina ad un personaggio ingenuo che crede di fare del bene ammazzando altri esseri umani in fondo “onora la sua patria” questi americani così patriottici !E’ una storia vera e Clint non da giudizi ci mostra lo sguardo del protagonista . A contrasto della guerra c’è l’amore, la donna che cerca di renderlo consapevole della sua follia , la guerra come una droga ,la violenza che ha bisogno di esprimersi. Senza troppa psicanalisi ci fa vedere come un uomo semplice possa reagire agli orrori della guerra. Quanti sono tornati dal Vietman completamente devastati.
Ho visto il film oggi e mi ha entusiasmato . La diatriba se Clint Eastwood sia di destra o di sinistra è andata avanti per anni, da quando Clint interpretava l’ispettore Callaghan. Ora credo che questo non abbia più ragione di essere considerando la sua opera come regista dove ha dimostrato il suo sguardo lucido su problemi sociali e sensibilità nel raccontare l’essere umano nei molteplici aspetti

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