“Urlo” di Rob Epstein e Jefrey Friedman

di Mimmo Mastrangelo

n_01_P_HowlSe dalle parole si impara, se le parole scuotono la coscienza, se le parole hanno la forza di scolpire, se le parole difendono i valori della libertà allora bisogna attentamente ascoltare la sentenza finale del giudice di corte nel film “Urlo”. Si può davvero non più dimenticarla.

La vita non può essere contenuta in un solo schema in cui tutti agiscono allo stesso modo – arringa il giudice – Non esistono due persone che la pensano allo stesso modo, lo stampo da cui provengono può essere lo stesso, ma ci sono variabili in ogni persona…Per questo la libertà di pensiero e di parola è insita in ogni persona e questa libertà va presidiata se vogliamo che il nostro Paese sia libero”.

Il verdetto del giudice è quello che assolve nel 1957 dal reato di oscenità le pagine del poema “Howl” (appunto Urlo) per cui viene inquisito non il suo autore, Allen Ginsberg, ma l’editore Lawrence Ferlinghetti della City Light di San Francisco. Su quel profetico poema pubblicato nel 1955 e scritto da uno dei papà della Beat Generation, la coppia di registi Rob Epstein e Jefrey Friedman – di loro si ricordi “Common Threads (1989), uno dei primi e più riusciti documentari sull’Aids, e “Lo schermo velato” (1995), un interessante e sofferto documento sull’omosessualità tratto da un saggio di Vito Russo – ci hanno fatto un film bellissimo (ora anche in dvd per la Fandango) con James Franco davvero convincente nei panni di un ventinovenne Ginsberg.

Tratto dagli atti del tribunale e da interviste rilasciate da Allan Ginsberg (1926-1997), il film segue le fase salienti di quel processo che passerà alla storia, dello scontro tra accusa e difesa, tra chi sostiene che il libro veicola contenuti osceni e chi invita ad non alimentare il fuoco dell’ignoranza e far vincere la libertà d’espressione e quella luce dell’intelligenza che permette agli uomini di vedere cose che, seppur visibili, rimangono oscure.

Ma la costruzione della trama di Epstein e Friedman ci porta ad intermittenza anche alla lettura di alcune pagine del libro assemblate ad immagini computerizzate e alla stessa vita-non regolare di Ginsberg. Del bardo profeta e ambasciatore dell’internazionale psichedelica che ha seminato parole di pace in tutto il mondo entrano in gioco la scoperta dell’ omosessualità, gli amori (che gli spezzeranno il cuore) per Neal Cassady e Peter Orlovsky, la poesia come articolazione delle sensazioni, lo scrivere in quanto esercizio meditativo e fatto soggettivo che può coinvolgere corpo ed anima, il senso del valore sociale della vita, la devastazione delle menti migliori di tutta una generazione.

Il film di Epstein e Friedman segue una direzione, una vicenda che è passata alla storia della letteratura accompagnandosi di una verità: che il contenuto di un libro può racchiudere una profezia. Una profezia intesa secondo Ginsberg (un Giobbe della modernità) per “capire e sentire anzitempo qualcosa che si capirà e sentirà meglio molti anni dopo”.

Urlo” è stato presentato lo scorso anno al Festival di Berlino e al Sundance Film Festival.

URLO (HOWL”)

REGIA: Rob Epstein, Jeffrey Friedman

SCENEGGIATURA: Rob Epstein, Jeffrey Friedman

TTORI: James Franco, Todd Rotondi, Jon Prescott, Aaron Tveit, David Strathairn, Jon Hamm, Bob Balaban, Mary-Louise Parker, Treat Williams, Alessandro Nivola, Jeff Daniels, Allen Ginsberg

FOTOGRAFIA: Edward Lachman
MONTAGGIO: Jake Pushinsky
MUSICHE: Carter Burwell
PRODUZIONE: Werc Werk Works, RabbitBandini Productions, Telling Pictures, Radiant Cool
DISTRIBUZIONE: Fandango
PAESE: USA 2010
DURATA: 90 Min

DVD

Mary said,

Febbraio 8, 2011 @ 21:26

Non l’ho visto, grazie per la recensione, penso che lo vedrò

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