“Da morire” di Gus Van Sant

di Gianni Quilici

In questo film di un regista, Gus Van Sant, che ha saputo rappresentare l’adolescenza come pochi altri, vorrei sottolineare velocemente alcuni aspetti.

Primo: la strepitosa interpretazione di Nicole Kidman che riesce a scolpire la crudeltà nella seduzione  con una maschera di diabolica ipocrisia visivamente erotica e sessualmente ammaliante come poche volte –credo- si è visto nel cinema.

Secondo: il volto  di adolescente di  Joaquin Phoenix completamente indifeso, totalmente affascinato, intellettualmente èbete,  incapace  di capire e  di difendersi dal raggiro di lei.

Terzo: l’ambiente di provincia, che diventa, nel suo minimalismo, come in alcuni film di Jarmush,   simbolo  di una delle nevrosi che divora(va) l’America e i Paesi opulenti: il bisogno di apparire, di avere successo nel micro come nel macro.

Quarto: un rapporto riuscito tra il documentario (le interviste ai protagonisti) e la fiction ( la vicenda ), perché prevale la forza della narrazione filmica, mentre le interviste fungono da distanza che il regista opera verso la sua materia per trasmetterla anche allo spettatore.

Quinto: il finale,  non  facile, mi pare esemplare. La crudezza implicita va a braccetto con l’ironia beffarda. Lei sepolta, impenetrabile, nel lago ghiacciato, su cui la sorella dell’assassinato sta volteggiando con la musica che l’accompagna e i titoli di coda che scorrono. Vendetta è fatta, sembra dirci Gus Van Sant, ma in ciò che abbiamo visto non ci sono orizzonti, ma un presente crudo e un futuro forse ancora più crudo .

DA MORIRE

Titolo originale: To Die For
Regia: Gus Van Sant
Interpreti: Nicole Kidman, Matt Dillon, Joaquin Phoenix, Casey Affleck
Durata: 95′
Origine: USA, 1995


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