“Molière” di Ariane Mnouchkine

di Maddalena Ferrari

E’ l’affresco di un’epoca, oltre che la storia di una vita, molto composito, materialistico, anche crudele.

Gli elementi della realtà sociale, politica, ambientale, naturalistica si affollano, si sgranano e quasi parlano intorno al protagonista e ai comprimari. E tutto ciò che vedi, che ascolti, è carnale.

La magia del teatro, con i suoi trucchi stupefacenti, fa da contraltare alla messa in scena del potere: il re, la corte, i nobili, con le loro acconciature vistose e i loro vestiti pomposi e inutilmente infiocchettati. E la musica di scena ( Lully ) accompagna tutte le apparizioni-rappresentazioni  del dominio.

Molière appare un personaggio reale ma sfuggente. Per lui parlano le sue creazioni ed egli stesso parla da teatrante, affascinato dalle parole da lui inventate.  In questo contesto vivono i suoi affetti: la madre, innanzitutto, poi la commediante matura… ed infine la giovane, infedele figlia di quest’ultima.

Molière di Ariane Mnouchkine. Con Philippe Caubère, Marie-Françoise Audollent, Joséphine Derenne, Nicole Félix, Jean Dasté; durata 211 min. – Francia, Italia 1978.

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