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	<title>Commenti a: &#8220;La nostra vita&#8221; di Daniele Luchetti</title>
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	<description>Periodico del Circolo del Cinema di Lucca</description>
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		<title>Di: LofAgori-online</title>
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		<dc:creator>LofAgori-online</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 18:11:51 +0000</pubDate>
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		<description>Si, probabilmente lo e</description>
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		<title>Di: Paolo Rabassini</title>
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		<dc:creator>Paolo Rabassini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 14:41:54 +0000</pubDate>
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		<description>Mi dispiace, ma io sono più lapidario: dire che non mi è piaciuto sarebbe un eufemismo. Per me è un film molto brutto e non capisco come possa essere stato scelto per rappresentare l&#039;Italia a Cannes. Brutta la fotografia, la recitazione e...anche la colonna sonora. Superficiale sotto l&#039;aspetto itrospettivo nonostante che voglia apparire come  film impegnato. La scena di lui che canta durante il funerale della moglie lo trovata di un fastidio insopportabile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dispiace, ma io sono più lapidario: dire che non mi è piaciuto sarebbe un eufemismo. Per me è un film molto brutto e non capisco come possa essere stato scelto per rappresentare l&#8217;Italia a Cannes. Brutta la fotografia, la recitazione e&#8230;anche la colonna sonora. Superficiale sotto l&#8217;aspetto itrospettivo nonostante che voglia apparire come  film impegnato. La scena di lui che canta durante il funerale della moglie lo trovata di un fastidio insopportabile.</p>
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		<title>Di: Gordiano Lupi</title>
		<link>http://www.lalineadellocchio.it/2010/06/08/la-nostra-vita-di-daniele-luchetti/comment-page-1/#comment-3120</link>
		<dc:creator>Gordiano Lupi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 14:08:24 +0000</pubDate>
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		<description>La nostra vita (2010)
di Daniele Luchetti
Un film sopravvalutato

Regia: Daniele Luchetti. Soggetto e Sceneggiatura: Daniele Luchetti, Sandro Petraglia, Stefano Rulli. Montaggio: Mirco Garrone. Fotografia: Claudio Collepiccolo. Musica: Franco Piersanti. Scenografia: Giancarlo Basili. Produzione: Daniele De Laurentiis, Marco Chimenz, Fabio Conversi, Giovanni Stabilini e Riccardo Tozzi. Interpreti: Elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Giorgio Colangeli, Alina Madalina Berzunteanu, Marius Ignat, Awa Ly, Emiliano Campagnola. Commedia - 95 minuti - Italia, Francia 2010 - 01 Distribution.

La nostra vita è un film che sconcerta e delude. Non si comprende perché è stato osannato dalla critica, perché è stato considerato il solo film degno di rappresentare l’Italia a Cannes e soprattutto per quale motivo abbia fruttato una Palma d’Oro a Elio Germano come miglior attore protagonista. Molta critica afferma che Daniele Luchetti racconta la nostra Italia, come siamo diventati, il rapporto tra sfruttatori e sfruttati, gli extracomunitari, la mancanza di sentimenti, l’eccessiva importanza conferita al denaro, all’apparenza e ai beni materiali. Il film racconta la storia di un operaio edile che lavora nei cantieri della periferia romana, vive con la moglie Elena e i due figli, in attesa del terzo. Un lavoratore e marito innamorato, presto sconvolto dalla morte della donna mentre partorisce il terzo figlio. A questo punto l’operaio escogita un’impresa più grande di lui che lo distrugge psicologicamente. Ricatta il suo datore di lavoro - dopo aver scoperto il cadavere di un rumeno caduto nella tromba di un ascensore - minaccia di denunciarlo se non gli affiderà la costruzione di una palazzina. Tramite un amico chiede un prestito a una banda di usurai per cominciare il lavoro, ma non riesce a restituirlo nei tempi e non ce la fa neppure a pagare i dipendenti che lavorano in nero. Per fortuna giunge in aiuto la famiglia ed evita che i guai diventino più seri. 
Il film delude per un infinità di motivi. Non si comprende la definizione di commedia, ma è anche vero che ci troviamo di fronte a un ibrido indefinibile che fino a un certo punto è un cupo dramma, quindi viene incredibilmente indirizzato verso un lieto fine. Il rapporto familiare tra i protagonisti è descritto ricorrendo a un’infinità di luoghi comuni e di personaggi che non vanno oltre lo stereotipo. La recitazione di Elio Germano è impostata, sempre sopra le righe, con eccessi fastidiosi e indigeribili. Si pensi alla sequenza del funerale quando canta in chiesa la canzone preferita della moglie alzando le braccia al cielo. Raoul Bova, paragonato al giovane attore, sembra Marcello Mastroianni e fornisce un esempio di vera recitazione. Il regista lo impiega in una parte da fratello solitario e imbranato che non gli si confà al massimo, ma se la cava bene. La storia procede a scatti, molto confusa, pare girata da un dilettante con la camera a mano, piena zeppa di rumori di fondo, al punto che spesso si perdono le battute degli attori. Tutto voluto per conferire realismo, certo, ma l’effetto è fastidioso. Certe battute dei personaggi sono oltremodo didascaliche, come quando la ragazza rumena  dice al protagonista che gli italiani pensano soltanto ai soldi e amano far vedere che li possiedono, ma hanno perso il valore dei sentimenti. Ancora peggio quando il figlio dell’operaio rumeno morto dice: “Tu pensi di sistemare tutto con il denaro, ma a me non mi sistemi. Tua moglie morta non la sistemi”. Non si piange in questo film, come ha detto qualche critico, non servono i fazzoletti. In questo film ci si irrita, ci si infastidisce. A un certo punto viene persino voglia di abbandonare la sala. Daniele Luchetti - ottimo allievo di Nani Moretti - in passato ha realizzato pellicole ottime come Il portaborse (1991) e La scuola (1995). Peccato che abbia perso una buona occasione per raccontare l’Italia con lucidità e freddezza.

Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra vita (2010)<br />
di Daniele Luchetti<br />
Un film sopravvalutato</p>
<p>Regia: Daniele Luchetti. Soggetto e Sceneggiatura: Daniele Luchetti, Sandro Petraglia, Stefano Rulli. Montaggio: Mirco Garrone. Fotografia: Claudio Collepiccolo. Musica: Franco Piersanti. Scenografia: Giancarlo Basili. Produzione: Daniele De Laurentiis, Marco Chimenz, Fabio Conversi, Giovanni Stabilini e Riccardo Tozzi. Interpreti: Elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Giorgio Colangeli, Alina Madalina Berzunteanu, Marius Ignat, Awa Ly, Emiliano Campagnola. Commedia &#8211; 95 minuti &#8211; Italia, Francia 2010 &#8211; 01 Distribution.</p>
<p>La nostra vita è un film che sconcerta e delude. Non si comprende perché è stato osannato dalla critica, perché è stato considerato il solo film degno di rappresentare l’Italia a Cannes e soprattutto per quale motivo abbia fruttato una Palma d’Oro a Elio Germano come miglior attore protagonista. Molta critica afferma che Daniele Luchetti racconta la nostra Italia, come siamo diventati, il rapporto tra sfruttatori e sfruttati, gli extracomunitari, la mancanza di sentimenti, l’eccessiva importanza conferita al denaro, all’apparenza e ai beni materiali. Il film racconta la storia di un operaio edile che lavora nei cantieri della periferia romana, vive con la moglie Elena e i due figli, in attesa del terzo. Un lavoratore e marito innamorato, presto sconvolto dalla morte della donna mentre partorisce il terzo figlio. A questo punto l’operaio escogita un’impresa più grande di lui che lo distrugge psicologicamente. Ricatta il suo datore di lavoro &#8211; dopo aver scoperto il cadavere di un rumeno caduto nella tromba di un ascensore &#8211; minaccia di denunciarlo se non gli affiderà la costruzione di una palazzina. Tramite un amico chiede un prestito a una banda di usurai per cominciare il lavoro, ma non riesce a restituirlo nei tempi e non ce la fa neppure a pagare i dipendenti che lavorano in nero. Per fortuna giunge in aiuto la famiglia ed evita che i guai diventino più seri.<br />
Il film delude per un infinità di motivi. Non si comprende la definizione di commedia, ma è anche vero che ci troviamo di fronte a un ibrido indefinibile che fino a un certo punto è un cupo dramma, quindi viene incredibilmente indirizzato verso un lieto fine. Il rapporto familiare tra i protagonisti è descritto ricorrendo a un’infinità di luoghi comuni e di personaggi che non vanno oltre lo stereotipo. La recitazione di Elio Germano è impostata, sempre sopra le righe, con eccessi fastidiosi e indigeribili. Si pensi alla sequenza del funerale quando canta in chiesa la canzone preferita della moglie alzando le braccia al cielo. Raoul Bova, paragonato al giovane attore, sembra Marcello Mastroianni e fornisce un esempio di vera recitazione. Il regista lo impiega in una parte da fratello solitario e imbranato che non gli si confà al massimo, ma se la cava bene. La storia procede a scatti, molto confusa, pare girata da un dilettante con la camera a mano, piena zeppa di rumori di fondo, al punto che spesso si perdono le battute degli attori. Tutto voluto per conferire realismo, certo, ma l’effetto è fastidioso. Certe battute dei personaggi sono oltremodo didascaliche, come quando la ragazza rumena  dice al protagonista che gli italiani pensano soltanto ai soldi e amano far vedere che li possiedono, ma hanno perso il valore dei sentimenti. Ancora peggio quando il figlio dell’operaio rumeno morto dice: “Tu pensi di sistemare tutto con il denaro, ma a me non mi sistemi. Tua moglie morta non la sistemi”. Non si piange in questo film, come ha detto qualche critico, non servono i fazzoletti. In questo film ci si irrita, ci si infastidisce. A un certo punto viene persino voglia di abbandonare la sala. Daniele Luchetti &#8211; ottimo allievo di Nani Moretti &#8211; in passato ha realizzato pellicole ottime come Il portaborse (1991) e La scuola (1995). Peccato che abbia perso una buona occasione per raccontare l’Italia con lucidità e freddezza.</p>
<p>Gordiano Lupi<br />
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