Editoriale. “Al peggio non c’è limite” di Gianni Quilici

Buster-Keaton

Natale a Beverly Hills”

basterebbe il titolo per qualificarlo.

Eppure questo filmaccio che offende

intelligenza e ironia,

comicità e sensibilità

è stato classificato “film di interesse culturale”

ottenendo sgravi fiscali,

estesi ai multiplex che lo programmano.

Per legge.

La legge Urbani del 2004

che sostiene i film che più incassano

come meritevoli del sostegno pubblico.

Dobbiamo stupirci?

E’ l’occupazione economica

e culturale di Berlusconi e del berlusconismo.

Le conseguenze sono incalcolabili:

il profitto diventa bene pubblico

il cittadino è ridotto a cliente,

lo spettatore a cretino,

non si investe su nuovi talenti,

la produzione indipendente è a rischio,

250mila persone che qui lavorano pure.


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